Conoscere le diverse Share Class è importante durante la scelta di un investimento e della forma di migliore di gestione del proprio risparmio. Classi retail ed istituzionali a confronto.


Cosa sono le classi di azioni di un fondo comune di investimento


Quando parliamo di un fondo bisogna fare diverse riflessioni per comprendere quale sia la reale scelta migliore per un determinato investimento. Sono infatti svariate le caratteristiche da analizzare, che possono riguardare sia gli aspetti legati agli obiettivi da realizzare, sia i fattori più tecnici dello strumento.

In questo caso rientrano le diverse tipologie di classi che offrono i fondi comuni, una volta che se si decide di valutare un investimento.

Ricordiamo che non esistono differenze nella modalità di gestione o nella composizione del portafoglio. Il fondo è lo stesso per tutte le classi proposte, come la politica di investimento e gli obiettivi prefissati.

Nonostante questo però possiamo notare che la maggior parte delle “case prodotto”, soprattutto estere, propongono al mercato innumerevoli classi di investimento assegnandogli lettere diverse per poterle riconoscere.

Ma questo cosa significa nello specifico e perché è importante conoscere la distinzione tra i diversi comparti oggetto dell'offerta?


La principale distinzione: l'impatto commissionale


La principale caratteristica che distingue le classi di un fondo, oltre al taglio minimo della sottoscrizione iniziale o aggiuntiva, e altri punti che non affronteremo in questo contesto, riguardano l'aspetto commissionale, ed in particolare le fee di ingresso, di uscita e le management fee.

Tra le classi più comuni possiamo citare la cosiddetta “A”, che prevede una commissione di ingresso o iniziale. Questa classe di solito è dedicata agli investitori con orizzonti temporali più lunghi, in grado di diluire maggiormente l'elevato impatto commissionale, dovuto alla percentuale sul capitale investito dedotta all'atto della sottoscrizione del fondo. Normalmente è comunque prevista una fee di gestione annuale meno elevata, a compensare gli effetti onerosi della commissione iniziale.

Altra classe invece, come la “B” presenta una fee di uscita, una volta decisa la vendita definitiva, quindi sarà prelevata una percentuale prefissata sul valore di rimborso a favore della “casa prodotto” a compensare l'uscita delle masse liquidate. In questo caso il mantenimento del fondo per un orizzonte temporale più lungo favorirà l'eventuale diminuzione o eliminazione dei costi previsti. Nel prospetto normalmente è fissata una durata minima di permanenza, entro la quale l'investitore deve restare per non dover pagare la fee dovuta. Questa scalerà con il passare del tempo fino al termine del vincolo o “tunnel”.

Esistono inoltre altre classi piuttosto conosciute come la “C”, che non presentano fee di ingresso o di uscita, ma commissioni di gestione più alte, adattandosi meglio ad investimenti ed orizzonti temporali di più breve termine.

Infine, evidenziamo che nel tempo, le case prodotto sono diventate sempre più eterogenee nell'assegnare una lettera univoca ad una classe. Ad oggi infatti esistono molteplici classificazioni diverse, che assumono un significato solo in rapporto alla società che le ha create. Quindi diventa imprescindibile controllare sempre il prospetto informativo del fondo, in modo da conoscere le prospettive offerte dalle classi disponibili.

Ma la classe che prevede le condizioni in assoluto migliori rispetto alle altre è indubbiamente la classe “I”, quella riservata ad investitori istituzionali o professionali.


La classe Istituzionale e le gestioni patrimoniali


Le classi, come abbiamo visto in precedenza, possono essere molto numerose, ma si possono anche racchiudere in due grandi macro aree: retail e istituzionali.

La prima area è destinata solo ad investitori privati, le cui classi sono collocate principalmente dagli istituti bancari, dagli intermediari e consulenti finanziari, mentre la seconda è riservata agli operatori del settore, quindi soggetti istituzionali (SIM, SGR, fondi pensione, assicurazioni etc.) o clienti professionali.

Gli elementi che contraddistinguono la classe istituzionale e la differenziano rispetto alle retail sono in dettaglio:

  • La soglia minima di capitale di ingresso particolarmente elevata (oltre i 500.000 euro contro i circa 100 euro minimi delle classi retail)
  • I costi e le fee di gestione inferiori (0,4% circa di media contro l'1,5% della classe retail)

Le motivazioni di queste differenze sono piuttosto chiare. L'imposizione di un alto taglio minimo di sottoscrizione iniziale è giustificabile dal target di riferimento del comparto. Gli istituzionali, in virtù delle elevate masse gestite, hanno una capacità di investimento di molto superiori ai privati o retail.

In merito invece alle fee e ai costi meno elevati, questi sono giustificati dall'assenza di un compenso per intermediari destinati al collocamento, in quanto la classe è destinata direttamente agli operatori del settore e non ai cliente retail, che devono sottostare invece ad un diverso processo di acquisto.

Per accedere ai benefici della classe istituzionale esistono comunque delle modalità di investimento anche per i privati, che non sono clienti professionali.

È infatti possibile utilizzare una gestione patrimoniale per ottenere dei costi inferiori ed entrare con un capitale non troppo elevato, che la maggior parte dei risparmiatori non possiede o non destinerebbe comunque alla allocazione totale in un solo prodotto.

Le gestioni patrimoniali infatti possono investire direttamente nella classe istituzionale all'interno dei propri portafogli, beneficiando in tal modo di costi inferiori per i clienti e permettendogli di accedere ad una classe difficilmente acquistabile, anche in termini di capitale minimo di ingresso.

In conclusione possiamo affermare che le classi di investimento devono essere conosciute e comprese appieno dall'investitore prima di effettuare qualunque scelta finanziaria, in modo da non incorrere in una struttura di costi non adeguata ai propri obiettivi o orizzonti temporali.

Per godere di alcune agevolazioni, che solo la classe istituzionale può offrire, il risparmiatore può optare per le gestioni patrimoniali, che hanno la capacità e la possibilità di accedere allo stesso comparto a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato.